La evitata soppressione dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia e il suo conseguente accorpamento con il Veneto ha giustamente soddisfatto la Giunta Regionale e le forze politiche del FVG. Ma il problema di fondo resta, il nostro diventa un Ufficio scolastico di secondo livello, mentre la nostra scuola è di primissima qualità, superiore alle altre regioni italiane, come risulta dalle indagini nazionali e internazionali.  Disarticolati per regione, lo dimostrano i dati sia delle prove INVALSI, sia le indagini Ocse PISA che collocano la scuola del FVG ai primissimi posti tra i 45 paesi industrializzati.  Spetta alla Giunta regionale agire e ciò che serve è una legge regionale per tutale la nostra scuola una volta per tutte. La nostra regione, a differenza di Valle d’Aosta, Trentino e Sud Tirolo, non si è dotata di una legge regionale che tuteli la propria scuola e le dia possibilità di intervento, siamo così balia delle decisioni ministeriali, che sono state tegole in questi anni: scorretta riduzione delle scuole autonome e dei dirigenti,  tagli degli organici e dei fondi, disconoscimento delle lingue minoritarie, finanche la squallida riduzione delle ore di sostegno nei casi più gravi. La Regione deve approvare una propria legge complessiva, che le permetta di avocare alla esclusiva competenza regionale la gestione della scuola. Così l’Ufficio scolastico regionale, sede del Miur sul territorio, non serve più né di primo, né di secondo livello e non si rischia di essere accorpati a nessuno. In questa direzione si sono mosse da anni regioni e province autonome, che il decreto del Presidente del consiglio non può toccare. Da noi è mancata la capacità di autotutelarci e guardare al nostro futuro. La Regione autonoma della conoscenza, non ha finora saputo e voluto salvaguardare il proprio sistema di Istruzione e Formazione con una propria legge. Il centro destra con Tondo non ha fatto nulla in proposito. Va il merito alla Presidente Serracchiani e all’Assessore Panariti di aver evitato in tempi brevissimi il peggio, ora serve un intervento strutturale e risolutivo.

Paola Schiratti

PD