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	<title>Paola Schiratti &#187; Pari Opportunità</title>
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	<description>I valori sono nella Costituzione</description>
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		<title>Le donne e il lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Mar 2015 16:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[le donne e il lavoro]]></category>
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		<category><![CDATA[tarcento]]></category>

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		<description><![CDATA[Il <strong>7 marzo alle 11</strong> siete invitati all'inaugurazione della <strong>mostra fotografica</strong> <strong>"Le donne e il lavoro"</strong> che si terrà presso il <strong>Centro Ceschia</strong> a Tarcento, nella <strong>vecchia filanda</strong> in cui ha sede la Biblioteca Civica di Tarcento e in cui si tengono anche mostre temporanee.
La mostra è costituita da fotografie provenienti da archivi privati locali che documentano non solo le <strong>condizioni del lavoro femminile</strong> dall'inizio del Novecento ad oggi, ma costituiscono anche un interessante documento riguardante <strong>l'</strong> <strong>abbigliamento femminile </strong>e la <strong>cultura locale</strong>.
All'inaugurazione interverranno:
- Celio Cossa, Sindaco di Tarcento;
- Pio Costantini, Presidente Consorzio dolceNordest: presentazione del progetto <strong>Viaggio oltre il Torre dove il confronto è donna</strong>;
- Angela Zolli, Lab REA: il lavoro delle donne, tra <strong>invisibilità e doppia presenza</strong>;
- Linda Amatulli, Giulia Cussigh, Maria Treppo, under 25 progetto Oltre il Torre: <strong>presentazione della mostra "Le donne e il lavoro"</strong>;
- Paola Schiratti, Vice Presidente Commissione Pari Opportunità: <strong>il mercato del lavoro femminile, conciliazione lavoro-famiglia</strong>, <strong>proposte ed interventi.</strong>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>7 marzo alle 11</strong> siete invitati all&#8217;inaugurazione della <strong>mostra fotografica</strong> <strong>&#8220;Le donne e il lavoro&#8221;</strong> che si terrà presso il <strong>Centro Ceschia</strong> a Tarcento, nella <strong>vecchia filanda</strong> in cui ha sede la Biblioteca Civica di Tarcento e in cui si tengono anche mostre temporanee.<br />
La mostra è costituita da fotografie provenienti da archivi privati locali che documentano non solo le <strong>condizioni del lavoro femminile</strong> dall&#8217;inizio del Novecento ad oggi, ma costituiscono anche un interessante documento riguardante <strong>l&#8217;</strong> <strong>abbigliamento femminile </strong>e la <strong>cultura locale</strong>.<br />
All&#8217;inaugurazione interverranno:<br />
- Celio Cossa, Sindaco di Tarcento;<br />
- Pio Costantini, Presidente Consorzio dolceNordest: presentazione del progetto <strong>Viaggio oltre il Torre dove il confronto è donna</strong>;<br />
- Angela Zolli, Lab REA: il lavoro delle donne, tra <strong>invisibilità e doppia presenza</strong>;<br />
- Linda Amatulli, Giulia Cussigh, Maria Treppo, under 25 progetto Oltre il Torre: <strong>presentazione della mostra &#8220;Le donne e il lavoro&#8221;</strong>;<br />
- Paola Schiratti, Vice Presidente Commissione Pari Opportunità: <strong>il mercato del lavoro femminile, conciliazione lavoro-famiglia</strong>, <strong>proposte ed interventi.</strong><br />
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		<title>Codice rosa è una stanza necessaria in tutti i pronto soccorso regionali</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2014 18:13:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[codice rosa]]></category>
		<category><![CDATA[legge regionale sanità]]></category>
		<category><![CDATA[medicina di genere]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà necessario estendere a tutti i reparti di Pronto soccorso degli ospedali del Friuli Venezia Giulia la stanza del codice rosa, riservata alla cura e al sostegno di donne, di bambini e di tutte le persone che hanno subito violenze e maltrattamenti in famiglia e fuori. La prima struttura del genere è stata inaugurata in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sarà necessario estendere a tutti i reparti di Pronto soccorso degli ospedali del Friuli Venezia Giulia la stanza del codice rosa, riservata alla cura e al sostegno di donne, di bambini e di tutte le persone che hanno subito violenze e maltrattamenti in famiglia e fuori. La prima struttura del genere è stata inaugurata in questi giorni nel pronto soccorso dell’ospedale di Monfalcone. Dai dottori del Pronto soccorso le vittime di violenza, dopo la visita medica, verranno avviate in questa stanza dove ci sarà il tempo per ascoltarle e dove verranno attivati insieme alla sanità tutti i servizi necessari a proteggerle, a prevenire la violenza: le forze dell’ordine, la procura, il sostegno psicologico, i servizi sociali. Si tratta , ha spiegato la dottoressa Doretti, l’ideatrice a Grosseto del primo  codice rosa in Italia, di allineare i binari dei tanti interventi di diversi soggetti che normalmente si attivano scoordinati. La centralità data al pronto soccorso è fondamentale perché qui tutte le donne e i bambini che subiscono violenza fisica prima o poi si recano, ma molto spesso all’assistenza sanitaria fanno riferimento anche coloro che subiscono violenza psicologica.  Il codice rosa è l’applicazione concreta dei protocolli antiviolenza che già esistono a livello delle quattro provincie del FVG, ma che restano lettera quasi morta nella realtà, un elenco di impegni che non si concretizza se non si creano le strutture adatte a mettere in pratica ciò che gli operatori sottoscrivono nel protocollo, se è attivata questa stanza, che non ha costi particolari, invece nasce la collaborazione sul campo. I costi economici della violenza domestica sono enormi in Italia si calcola si aggirino sui 17 miliardi all’anno, senza contare i costi morali, la perdita di vite umane, 128 donne uccise nel 2013, il dolore causato, le ricadute gravissime sui bambini che assistono alla violenza in casa. Il codice rosa permette di intercettare molti più casi di quanto normalmente avvenga, tenendo conto che un terzo delle vittime di violenza non ne parla con nessuno. Sarà necessario che la riforma sanitaria che è approvata in Consiglio in questi giorni preveda l’inserimento del codice rosa negli ospedali regionali.  Insieme a questo salute di genere, patologie femminili, sostegno alle donne che curano e assistono bambini, anziani, ammalati cronici, disabili sono temi che non possono non entrare nella legge e trovare precise indicazioni nei regolamenti applicativi, sono questioni di civiltà e dignità di una intera regione.</p>
<p style="text-align: justify;">Paola Schiratti</p>
<p style="text-align: justify;">Vice presidente Commissione regionale Pari Opportunità</p>
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		<title>Intervento all&#8217;assemblea regionale delle associazioni del FVG &#8211; 15 ottobre 2014</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2014 17:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[associazionismo FVG]]></category>
		<category><![CDATA[comissione pari opportunità]]></category>

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		<description><![CDATA[Le associazioni sono una risorsa fondamentale nella nostra Regione. Veniamo da una tradizione antica di associazionismo, volontariato, mutua solidarietà, vicinie, terre comuni, espletate sul territorio, ma anche lontano con progetti di solidarietà in America latina e centrale, Africa, Asia. Un patto che non si è mai infranto e che riaffiora possente nei momenti difficili come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le associazioni sono una risorsa fondamentale nella nostra Regione. Veniamo da una tradizione antica di associazionismo, volontariato, mutua solidarietà, vicinie, terre comuni, espletate sul territorio, ma anche lontano con progetti di solidarietà in America latina e centrale, Africa, Asia. Un patto che non si è mai infranto e che riaffiora possente nei momenti difficili come oggi. Le associazioni delle donne, i luoghi dove le donne sono dirigenti e quelli in cui  sono la maggioranza delle persone attive sono quelli in cui nascono idee e capacità progettuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Le associazioni offrono impegno personale,  risorse  umane e materiali in ambiti fondamentali: la salute, il sociale, la tutela, la cura, l’economico, l’istruzione e la formazione, la cultura. Oggi, di fronte a questa ricchezza della partecipazione dell’associazionismo femminile alla vita del nostro paese,  nel momento di così grave crisi economica, sociale, culturale e politica, è importante chiedersi quale strada vada intrapresa e quale rapporto debba esserci con la CRPO.  E&#8217; importante chiedersi quali azioni debba intraprendere questo organismo, espressione della Associazioni con la finalità di rimuovere gli ostacoli che di fatto costituiscono discriminazione diretta e indiretta nei confronti delle donne, di curare il controllo e l’effettiva attuazione dei principi di eguaglianza e parità sociale , interno a strutture politiche come  Consiglio e giunta regionale, (art.1 e 2 LR 23/1990)</p>
<p style="text-align: justify;">Dal momento che i compiti della CRPO riguardano l’intervento sulla attività legislativa del consiglio, sarà allora fondamentale interagire strettamente con le associazioni valutare proposte, esaminare e riesaminare  leggi, i disegni di legge,  PDL , i regolamenti attuativi per suggerire e individuare aggiustamenti e interventi  che rendano in ogni legge evidente il principio sacrosanto delle pari opportunità.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi qui oggi sappiamo il valore e il vantaggio collettivi, superiore agli interessi individuali o anche di gruppi di ciò di cui stiamo parlando. Sarà pertanto compito della CRPO interagire e confrontarsi di continuo con le associazioni e il territorio nei diversi ambiti di intervento come con alcune associazioni stiamo facendo per proposte attuative sulla legge sanitaria. Ma sappiamo che oggi questo non basta. Anzi mi è personalmente capitato di perdere risorse  umane di grande valore quando le volontarie si sono accorte che il loro impegno di anni non ha portato alcun risultato, vedendo le situazioni andare alla deriva sempre di più, la scuola regionale per fare un esempio .</p>
<p style="text-align: justify;">Penso che far sentire le nostre voci insieme possa essere un passo avanti. Si parla della invidia che le donne provano reciprocamente, può anche essere e può capitare, ma credo che siamo maturate in fretta per essere pronte per questo salto di qualità e per agire con altre modalità. Affrontando i temi che ci interessano e proponendo soluzioni concrete avremo anche la forza e la capacità di affrontare strategie vincenti per essere efficaci. Per ora propongo come primo passo il confronto sui temi concreti e la collaborazione non solo sui contenuti, ma anche sulle strategie per renderli vincenti.</p>
<p style="text-align: justify;">La CRPO ha anche il compito di promuovere buone pratiche, sostenere attività progettuali da finanziarsi tramite l’Assessorato e il Consiglio; le buone prassi ci sono e non è difficile individuarle e sostenerle, qualche settimana fa sono stati presentati dalle associazioni progetti di valore e alcuni veramente innovativi finanziati dall’Assessorato alle PPOO, ora la sfida è che queste pratiche, una volta ricevuto il contributo, non cessino di esistere e che una pratica trovata buona, sia comunicata, accolta, rielaborata ed estesa ad altre realtà interessate e realmente condivisa e messa a sistema.</p>
<p style="text-align: justify;">Voglio infine aggiungere che sono funzioni della Commissione: Attività di ricerca indagini conoscitive e diffusione della documentazione. All&#8217;interno della commissione abbiamo iniziato a riflettere su questo per individuare enti di ricerca, associazioni, osservatori che a livello regionale, nazionale ed internazionale e soprattutto europeo, elaborano dati sulla condizione economica, sociale, culturale, sociale e sanitaria della società oggi. Dai dati emergono scenari che riguardano le realtà di cui dobbiamo affrontare gli aspetti riflettendo sul ruolo importante che le donne assumono in ogni ambito e che  ha influenze sugli aspetti della società intera. Sarebbe importante che la Commissione, una volta che riuscirà ad analizzare questa documentazione potesse diffonderla a tutte le associazioni del territorio alle CPO delle province e  dei comuni per poterla discutere e confrontandosi trarne ulteriori informazioni e proposte.</p>
<p style="text-align: justify;">La legge 23/1990 all’art 4 stabilisce che noi oggi dovremmo illustrarvi e discutere l’attività svolta dalla Commissione. Ci siamo insediate da poco e come è stato detto abbiamo messo le prime basi per il lavoro durante il nostro mandato. Sono convinta che insieme dobbiamo agire e riscrivere questo art.4 nell’ottica dello scambio reciproco, della collaborazione,  per adattarlo alle esigenze di oggi.</p>
<p style="text-align: justify;"> Paola Schiratti<br />
vice presidente Commissione Pari opportunità regionale FVG</p>
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		<title>Progetti per le Pari Opportunità</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 20:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[cobaby]]></category>
		<category><![CDATA[coworking]]></category>
		<category><![CDATA[finanziamenti regionali FVG]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuto il 15 settembre un incontro in cui l’Assessora Loredana Panariti ha presentato le iniziative e i progetti finalizzati alla promozione della cultura del rispetto tra i sessi e delle pari opportunità sostenuti dall’Assessorato regionale. Sono stati presentati 16 progetti, finanziati con contributo regionale ai sensi del regolamento 65/2013, secondo due filoni di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Si è tenuto il 15 settembre un incontro in cui l’Assessora Loredana Panariti ha presentato le iniziative e i progetti finalizzati alla promozione della cultura del rispetto tra i sessi e delle pari opportunità sostenuti dall’Assessorato regionale. Sono stati presentati 16 progetti, finanziati con contributo regionale ai sensi del regolamento 65/2013, secondo due filoni di intervento: rispetto tra i sessi e pari opportunità. Nel primo gruppo sono stati presentati laboratori dedicati ai bambini e alle bambine della scuola dell’infanzia e primaria, studi pubblicitari, l’emersione delle artiste, la narrazione delle donne vittime di maltrattamenti domestici. Nel secondo gruppo l’azione positiva delle donne delle cooperative, progetti di coworking e cobaby,  di recupero delle tradizioni culturali trasmesse dalle anziane alle giovani in cerca di occupazione nel settore del turismo. Sono emersi dalle interessanti presentazioni settori e ambienti in cui le donne operano in condizioni di subalternità e difficoltà, ma anche esperienze positive di nuove professionalità e  nuove modalità di organizzazione e riorganizzazione del lavoro realizzate dalle donne, che si approcciano a professioni che non avevano mai praticato, studiano le tecnologie, acquisiscono tecniche avanzate. Ma questo avviene in alcune aree, in alcune particolari condizioni, è un quadro a macchia di leopardo.  E’ emerso generale  il bisogno delle donne di essere aiutate  nella cura e nell’assistenza di bambini e anziani, per conciliare i tempi di vita e i tempi del lavoro, di essere valutate come risorse positive nel rientro al lavoro dopo la maternità. Sarà necessario un forte impegno di collaborazione tra associazioni, categorie economiche, sindacati, amministrazioni pubbliche e private per far conoscere ed estendere le buone prassi a tutto il territorio regionale, sarà necessario creare reti e sinergie per migliorare i progetti e con gli obiettivi della economicità e della efficienza raggiungere  risultati sempre più efficaci. Nel FVG le donne sono da sempre attive nel mondo del lavoro e nel sociale, ancora oggi stentano a raggiungere posizioni apicali, mentre molte, troppe continuano ad essere oggetto di violenza e maltrattamenti. Deve essere compito dell’Assessorato, della Commissione PP.OO. dell’associazionismo, di tutte le forze politiche, economiche, sindacali combattere questa battaglia di parità per la democrazia e lo sviluppo economico e sociale del paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Paola Schiratti</p>
<p style="text-align: justify;">Vicepresidente Commissione regionale PP.OO del FVG.</p>
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		<title>Riforma sanitaria: incontro con l’assessora Telesca</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Sep 2014 20:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>paolaschiratti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pari Opportunità]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Friuli Venezia Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza domiciliare]]></category>
		<category><![CDATA[codice rosa]]></category>
		<category><![CDATA[servizi alle famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[servizi di assistenza sanitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’incontro con l’Assessora Telesca sul disegno di legge di riforma sanitaria n.59 ho presentato il quadro discusso dalle associazioni della Provincia di Udine. Emerge  dai dati rilevati dagli osservatori nazionali e internazionali che i servizi pubblici, tra cui la sanità, sono un motore di sviluppo fondamentale per uscire dall’attuale crisi, oltre che un fattore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nell’incontro con l’Assessora Telesca sul disegno di legge di riforma sanitaria n.59 ho presentato il quadro discusso dalle associazioni della Provincia di Udine. Emerge  dai dati rilevati dagli osservatori nazionali e internazionali che i servizi pubblici, tra cui la sanità, sono un motore di sviluppo fondamentale per uscire dall’attuale crisi, oltre che un fattore di inclusione, giustizia sociale e democrazia. Oggi in Italia i servizi di assistenza sanitaria per disabili di ogni fascia d’età, anziani, ammalati cronici sono dallo Stato monetizzati con alcuni contributi, piccole pensioni, anziché essere sostenuti da una serie di servizi, così ricadono sulle famiglie e soprattutto sulle spalle delle donne, costrette al doppio o triplo lavoro. La situazione è stata in pratica risolta individualmente con la reintroduzione di un servizio domestico sparito in Italia a metà del ‘900: le domestiche coabitanti, per lo più straniere. Il disegno di legge regionale di riforma sanitaria dovrebbe indirizzare verso scelte  diverse, offrire servizi alle persone e alle famiglie, come è avvenuto nel Nord Europa, dove questa politica ha reso la crisi economica meno grave. Il disegno di legge sulla sanità regionale n. 59 riduce i tempi di ricovero ospedaliero alle fasi acute, ciò fa ricadere sulle famiglie e quindi sulle donne la prevenzione, l’ accompagnamento, la cura dei convalescenti, degli ammalati cronici, tra i quali aumentano le gravi malattie che portano alla demenza. Nella legge manca chiarezza sull’assistenza domiciliare (artt. 18/23) prevista per 24 ore al giorno. Si indicano compiti e strutture, ma non si offrono garanzie di efficacia ed efficienza, di riconversione dei servizi oggi esistenti, insufficienti per numero e tipologia, non si accenna a come le famiglie, oggi stremate economicamente, verranno risarcite dei costi aggiuntivi per farmaci, materiale sanitario, tempo di assistenza che dovrà essere prestato per periodi ancora più lunghi degli attuali. Quali famiglie tra 10-20 anni? Saranno formate da anziani soli. La legge inoltre non accenna in nessun suo articolo alla salute delle donne. Innanzitutto per curare e sostenere le vittime di violenza che si rivolgono numerose in Pronto Soccorso. Parte nell’ospedale di Gorizia il Codice rosa, uno spazio dedicato alle donne maltrattate, dove servizi sanitario e psicologico, forze dell’ordine, avvocati intervengono in maniera coordinata a cura e sostegno delle vittime. Una buona prassi da estendere a tutti i pronto soccorso regionali. La legge non dice nulla sulla necessità della medicina di genere, infatti moltissime patologie, come quelle cardiologiche, hanno decorsi diversi e cure diversamente efficaci per uomini e donne, mentre alcune patologie, come l’endometriosi, colpiscono esclusivamente le donne. Sono tematiche da considerare e introdurre nella legge di riforma sanitaria a tutela del benessere della intera società del Friuli Venezia Giulia.</p>
<p style="text-align: justify;">Paola Schiratti<br />
vice presidente commissione pari opportunità regionale FVG</p>
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